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La timidezza

La timidezza, per chi non la vive direttamente, può sembrare una semplice modalità di affrontare le situazioni, un tratto di personalità come un altro. In realtà per chi ci deve fare i conti ogni giorno spesso è una vera e propria lotta, dove ci si sente divisi fra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.

Essere molto timidi infatti può risultare spesso un ostacolo nella vita di tutti i giorni, un freno che non ci permette di fare ciò che vorremmo, o di dire ciò che vorremmo. Questo ci pone nella situazione di “spettatori” a volte, della nostra vita, che ci fa scorrere davanti occasioni che non riusciamo a cogliere, eppure le desideriamo…eccome se le desideriamo.

Come mai ci blocchiamo?

Per capire il meccanismo che ci spinge a bloccarci, ad arrossire, a fermarci di fronte a determinate situazioni è importante prima di tutto capire da dove nasce la nostra timidezza. Un aspetto fondamentale da considerare è il contesto familiare che ha favorito la creazione dell’immagine che abbiamo di noi stessi e la nostra visione del mondo esterno. Esistono diversi tipi di declinazioni diverse della timidezza, ciascuna deriva da un complesso di cause ambientali e sociali diverse.

Le cause delle timidezza

All’origine della timidezza ci sarebbe dunque un fattore legato allo sviluppo del bambino, situazioni differenti possono aver creato quella che è la visione di sé stesso e del mondo. Ad esempio eccessiva protezione da parte delle figure di accudimento possono avere portato il bambino ad avere una visione di sé come incapace di affrontare il mondo, ma anche la mancanza di affetto può giocare un grosso ruolo nel sentirsi inadeguati, altri aspetti sono le aspettative eccessive riversate sul bambino e le richieste di perfezionismo, così come l’esposizione a conflitti familiari.

Quali sono i pensieri delle persone timide?

La timidezza ha una molteplice gamma di aspetti, alcuni più visibili e immediati, penso ad esempio alle reazioni fisiche come la sudorazione accelerata, il pallore, la rigidità muscolare e il viso che diventa rosso (quest’ultimo aspetto ha una spiegazione molto interessante che mi riprometto di scrivervi). Abbiamo poi una gamma di aspetti emotivi che riguardano una fragilità emotiva di base ma anche una forte sensibilità al giudizio, a livello emotivo è interessante notare come, a volte, queste si esprimano con aggressività. Infine uno degli aspetti più affascinanti per noi psicologi: i pensieri che in qualche modo guidano le nostre emozioni. E’ facile capire come in una persona timida i pensieri che guidano, ossia che partono in modo automatico in quasi ogni situazione, siano quelli di non essere una persona amabile, di non essere all’altezza della situazione e in generale aspettative negative sugli eventi.

Vincere la timidezza: una doverosa precisazione.

Per vincere la timidezza non basta purtroppo leggere qualche consiglio su internet, mi scuso della franchezza, ma è così. Perché? Perché siete timidi da tutta la vita e per modificare comportamenti così, passatemi il termine, “cronicizzati” ci vogliono gli strumenti adeguati. Non solo gli strumenti, ma un vero e proprio impegno, per lavorare in maniera sistematica insieme allo psicologo mettendo in pratica con convinzione una serie di tecniche. La terapia che è considerata di maggior successo i questo campo è quella cognitivo-comportamentale. Si lavora sull’affrontare stimoli progressivamente più difficili e sul controllo delle conseguenze di queste nuove azioni. Il professionista lavora inoltre insieme al paziente sui pensieri automatici negativi e insieme cercano altri pensieri, più funzionali e adattivi, che generano nuovi comportamenti.

Ci sono consigli per chi vuole fare da sé?

Sì. Se volete combattere la vostra timidezza, ma non volete iniziare. un percorso psicologico per farlo, potreste seguire questi miei consigli

  1. Focalizzatevi su un solo problema per volta. Insomma, immagino che la vostra timidezza emerga in svariati ambiti della vita (al lavoro, col partner, con gli amici, con gli sconosciuti ecc) concentratevi su una sola situazione specifica (es. non riesco a dire la mia opinione quando sono con i miei amici)
  2. Concentratevi sui pensieri alla base di quella situazione (es. i miei amici penseranno che ho detto una scemata, farò la figura dello stupido, rideranno di me, non mi ascolteranno).
  3. Come un avvocato cercate prove che confermino il contrario di ciò che pensate (es. i miei amici con me sono sempre gentili, di solito le cose che penso sono intelligenti e non c’è motivo per cui dovrei dire una stupidata, magari non tutti saranno d’accordo con me, ma è normale ciò non farà di me uno stupido).
  4. E qui viene il bello: esponetevi al rischio. Ossia mettetevi alla prova buttatevi e fate il comportamento tanto temuto (in questo esempio esprimere il vostro parere quando siete fra amici). Quindi, riflettere bene sulle prove che avete “raccolto” nel punto 3, ciò aiuterà ad abbassare l’ansia, fate qualche prova a casa e poi provate in una situazione reale. Solo così avrete la prova che ciò che temevate non accade, e la vostra mente inizierà ad accettare come corretti i nuovi pensieri.

Aspetto i vostri commenti e i vostri racconti.

2 thoughts on “La timidezza

  1. Articolo super interessante e molto chiaro! Ma avrei un’altra domanda, nel caso il problema sia l’ansia di socializzare con nuove persone, quali cambiamenti di pensiero posso mettere in atto?

    1. Cara Simona, scusami per il ritardo, cerco sempre di semplificare il più possibile gli articoli, per renderli davvero di facile fruizione. purtroppo banalizzerei troppo se cercassi di rispondere alla tua domanda qui. se ti va scrivimi in privato delle tue situazioni specifiche e vedrò di lavorarci con te. Scusa il ritardo

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