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L’effetto equilibrio: ecco perchè più diete facciamo e meno dimagriamo

E’ il problema di molte: si dichiarano “perennemente a dieta”, le hanno provate tutte: la dieta del cavolo, la dieta del sonno, la dieta del minestrone e quella della luna… Eppure il peso non accenna a scendere, oppure scende durante il periodo di restrizione ferrea per poi risalire vertiginosamente appena la dieta viene interrotta, o semplicemente dopo i primi sgarri, arrivando addiittura a superare il peso iniziale.

Ciò causa un’ inevitabile frustrazione e un  senso di impotenza di fronte a quel peso che sembra essere fuori dal proprio controllo, spesso poi  si riprende a mangiare ancora di più di prima pensando  “Non dimagrirò mai, tanto vale che mangio”.

Questo avviene perchè il nostro organismo è una macchina perfetta che agisce con il principio dell’equilibrio.

Cosa significa? Possiamo pensare al nostro corpo come a un recipiente che si riempie di un liquido fino ad un livello ottimale, immaginate una vasca da bagno: l’acqua che entra rappresenta i nutrimenti e quindi le calorie che ingeriamo, il buco di scarico rappresenta ciò che consumiamo. Molti pensano che sia sufficiente ridurre la quantità di calorie in entrata per ottenere un dimagrimento: niente di più sbagliato!

Iil nostro organismo infatti, proprio per il principio della ricerca dell’equilibrio, inizia a bruciare meno non appena la quantità di alimenti in entrata diminuisce,  un pò come se, diminuendo l’acqua che entra nella vasca si restringesse il buco di scarico. Il risultato è che, non solo non si dimagrisce, si rallenta pericolosamente il metabolismo.

Tutto ciò accade perchè la restrizione alimentare causa il cosiddetto  senso di “carestia”: il corpo percepisce la diminuzione dei nutrimenti introdotti e quindi ne rallenta il consumo. Non solo: quando la persona riprenderà a mangiare gli stessi quantitavi di prima, l’organismo, memore della carestia appena trascorsa, brucerà molto lentamente quanto assimilato, riacquistando ogni grammi del peso perso. Attenzione questo processo è valido sia su un arco temporale molto lungo di settimane o mesi, ma anche nel corso delle 24 ore (spiegheremo meglio l’effetto delle restrizioni giornaliere sul metabolismo e sull’accumulo di tossine nei post successivi).

Pensate alle conseguenze sul nostro organismo se questi atteggiamenti altalenanti di restrizionisi protraggono nel tempo, per mesi o anni: uno squilibrio totale che porta alla perdita della più naturale delle funzioni vitali; l’autoregolazione,  con gravi rischi per la salute dovuti al continuo oscillare del peso, correlato con il rischio dell’obesità. Ma il danno interessa anche l’aspetto psicologico: senso di frustrazione, impotenza, stati depressivi sono all’ordine del giorno nelle persone che entrano in questi meccanismi perversi.

Allora non c’è speranza di dimagrire? Assolutamente SI, in modo corretto e soprattutto in ascolto del nostro corpo, il primo passo? ristabilire l’equilibrio.

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